Flora

La riserva di Sibolla è ancor più importante per la conservazione della flora, infatti sono presenti ben 33 specie su circa 74 ettari di riserva, di cui poco più di 25 a carattere palustre.
Qui si trova la maggiore densità di specie vegetali considerate come meritevoli di protezione a livello nazionale e probabilmente europeo!
Ancor più interessanti sono le associazioni vegetali presenti ed il loro significato biogeografico.
L’ambiente presenta tutti gli habitat tipici degli ambienti palustri:

  • prato umido
  • bosco mesofilo ed idrofilo
  • canneto ed il cariceto
  • aggallato
  • chiaro

Il chiaro

È costituto da acque libere perenni popolate da:

  • nannufero (Nuphar luteum)
  • ninfea bianca (Nymphaea alba)
  • morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae)
  • erba scopina (Hottonia palustris)
  • erba-vescica delle risaie (Utricularia australis)
  • brasca (Potamogeton polygonifolius)
  • aldrovanda (Aldrovanda vesiculosa)

Il cariceto

È costituito da carici: erbe dalle foglie perenni lunghe e lineari che, emergendo, formano ciuffi caratteristici detti gerbi.
Si trovano in acque poco profonde semiperenni.

Il canneto

È costituito prevalentemente da cannuccia palustre (Phragmites australis), erba perenne che si afferma su terreni costantemente umidi e solo temporaneamente sommersi.

Il bosco idrofilo

È costituito soprattutto da: ontani, salici e pioppi e querceti misti con molta roverella, alcune farnie e qualche cerro.

L'aggallato

Sono isole galleggianti su acque perenni costituito da vegetazione morta tenuta insieme dalle radici delle erbe palustri che vi crescono:

  • sfagno (Sphagnum sp.)
  • rincospora chiara (Ryncospora alba)
  • drosera a foglie rotonde (Drosera rotundifolia)
  • trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata)
  • cardo di palude (Cirsium palustre)
  • soldanella acquatica (Hydrocotyle vulgaris)
  • drosera intermedia (Drosera intermedia)
  • erba di San Giovanni americana (Hypericum mutilum)
  • felce regale (Osmunda regalis)
  • felcetta palustre (Thelypteris palustris)
  • centonchio palustre (Anagallis tenella)

 

Nel Lago di Sibolla si sono conservati significativi campioni dei diversi popolamenti vegetazionali succedutisi nella Toscana settentrionale durante l’intera Era Quaternaria.

Possiamo infatti distinguere cinque diversi contingenti, rappresentativi di biocenosi legate ai periodi climaticamente diversissimi susseguitisi durante milioni di anni.

1° contingente

Il contingente più antico comprende specie relitte dell’era terziaria, caratterizzata da un clima caldo di tipo subtropicale, e miracolosamente scampate agli effetti delle successive glaciazioni. Fra le specie più caratteristiche ricordiamo:

2° contingente

Il secondo contingente comprende invece specie oggi tipiche delle aree palustri dell’Europa settentrionale e giunte in Toscana con le glaciazioni.
Appartengono ad esso numerose specie che qui hanno la loro unica o più meridionale stazione in Toscana.
Ricordiamo, fra le altre:

Appartengono a questo periodo anche le caratteristiche sfagnete galleggianti sulle acque.

3° contingente

Il terzo contingente comprende invece specie di clima atlantico, insediatesi nella Toscana settentrionale durante periodi interglaciali nettamente più freschi ed umidi dell’attuale.
Ne sono rappresentanti caratteristici:

Un discorso a parte merita l’Hypericum mutilum che potrebbe essere una semplice avventizia naturalizzata, di origine nordamericana. Il fatto che in Italia sia stata però trovata solo in biotopi con spiccate caratteristiche di zone rifugio per specie rare e relitte, porta a credere che possa qui trattarsi dell’estremo orientale della distribuzione naturale di questa specie erbacea.

4° Contingente

Il quarto contingente comprende numerose specie oggi ampiamente diffuse nelle sia pur poche aree palustri superstiti e rappresentanti del tipo di vegetazione idrofilo oggi più diffuso nella nostra regione ed in Italia. Ne fanno parte specie come:

5° contingente

Ultimo in ordine temporale è il contingente rappresentato dalle specie recentemente introdotte dell’uomo ed attualmente in fase di invasiva diffusione nella riserva. Ne fanno parte diverse specie fra cui primeggiano la Robinia pseudoacacia e, soprattutto, l’Amorpha fruticosa, localmente chiamata gaggia.

Schema delle ere geologiche