Formazione del lago di Sibolla
Presumibilmente il lago di Sibolla ha avuto origine circa 700.000 anni fa dagli stessi movimenti tettonici che portarono alla formazione delle conche di Fucecchio e Bientina, con la conseguente formazione dei due grandi laghi poco profondi che hanno caratterizzato la geografia e la storia della Toscana fino a tempi recentissimi.
Dallo studio dei sedimenti, è apparso che anche Sibolla è sempre stato un lago poco profondo e solo per brevi periodi di tempo ha assunto caratteristiche decisamente palustri, con accumulo di strati torbosi.

Nonostante il trascorrere del tempo, non si è mai interrato ed è sopravvissuto alle bonifiche che hanno prosciugato il lago di Valdinievole (oggi Padule di Fucecchio) e di Bientina (o di Sesto).
Idrogeologia
Attualmente le sue acque, debolmente acide, raggiungono la profondità di circa 3 metri nei punti più profondi e nei periodi di piena, mentre sulla maggior parte il livello medio naturale è intorno ad 1 m.
L’alimentazione idrica del lago non è stata ancora del tutto chiarita, ma gli studi sono concordi nell’indicare come fonte principale l’acqua piovana che ruscella in superficie nel piccolo bacino idrografico che lo circonda, ridotto ulteriormente dalla costruzione dell’autostrada (a circa 100 ettari), e che imbibisce lo strato più superficiale dei sedimenti costituenti le colline circostanti il lago (E1).
Questo strato dello spessore variabile da 1 a circa 10 metri è costituito da sabbie limose e limi argillosi relativamente permeabili sul versante nord-orientale del lago e poco permeabili sulla sponda opposta del lato sud-occidentale contribuendo a proteggere il lago dagli effetti negativi connessi alla vicinanza degli stabilimenti industriali.
Sotto questo strato se ne trova un secondo di sedimenti fini e compatti (E2) impermeabile che poggia a sua volta su un terzo (E3) di sabbie e ghiaie più o meno limose, sede dell’acquifero della piana di Lucca che non comunica con quello soprastante e che è situato su di un potente strato di argille compatte, assolutamente impermeabile (E4).

In passato è stato ipotizzato che il lago potesse ricevere acque provenienti anche da questo acquifero più profondo a causa dell’assottigliamento del secondo strato impermeabile. Ma ciò appare attualmente insostenibile per la depressione di oltre 12 m provocata nell’acquifero profondo dall’eccessivo emungimento a fini sia industriali che civili.
Grafico dei livelli piezometrici nel corso degli anni
Altrettanto si può dire per le acque termali che, si pensava, provenissero dalla faglia di Montecatini e che, in passato, potrebbero aver giocato un ruolo cruciale nel mantenimento di un microclima relativamente caldo durante i periodi glaciali, consentendo la sopravvivenza in Sibolla di molte specie sub-tropicali di origine terziaria.
In conclusione Sibolla ha oggi un immissario che drena i terreni ex palustri situati fra l’autostrada ed il Fosso del Molino ed un emissario che, dopo circa 7 chilometri, immette le acque del lago nel Padule di Fucecchio.
Il deflusso dall’emissario è regolato da una chiusa che andò distrutta per incuria negli anni ’70 provocando un parziale prosciugamento del lago che, nel 2003, fu completo.
Questa chiusa è stata riattivata dalla Provincia di Lucca nel 2004, portando un netto, anche se ancora insufficiente miglioramento.
Sempre da parte della Provincia, con la collaborazione del Consorzio di Bonifica di Fucecchio, sono in corso di riattivazione le strutture sul fosso Mulino che permetteranno di recuperare parte del bacino imbrifero originario, mentre è allo studio la possibilità di ripristinare anche l’antica derivazione dalla Pescia.
Un altro modesto apporto di acque sotterranee proviene, tutt’ora, al lago anche dalla zona a monte dell’autostrada, verso la frazione di Marginone.

